Viviamo in un un’era globalizzata dove troviamo peró sempre piú esempi di tradizioni locali che si diffondono su scala globale attraverso gli avanzati circuiti comunicativi propri dell’epoca contemporanea che sono quindi in grado di essere riconosciuti sempre piú a livello universale.
Se i nuovi ricchi cinesi sanno apprezzare il valore Made in Italy nella moda e nel vino e gli occidentali possono godere dei benefici salutari e dei sapori delle millenarie arti culinarie asiatiche ormai tanto diffuse territorialmente da divenire abitudini quotidiane per molti, ecco che semplici soluzioni come Choplery, le posate ibride dello studio DesignGO! di Brooklyn, sono benvenute e diventano simboli concreti propri di questa tendenza alla glocalizzazione in pieno atto (lo sono anche il fenomeno di Facebook e dei suoi gruppi legati all’appartenenza territoriale – scuola, cittá, Paese di origine, ecc. – che si aprono al network mondiale).

Chi non si ricorda Tetris? Il fortunato videogioco 2D inventato da Alexey Pajitov negli anni 80 é ora stato reiterpretato e rivisitato per un uso piú realistico ma ludico allo stesso tempo dalla Brave Space Design di Brooklyn.
Parigi, nido d’amore per molti, e “nido anche per un rapace pterodattilo”!
Ecco la “selvaggia” proposta dell’ingegnere e architetto italo-francese Rudy Ricciotti che ha vinto lo scorso giugno il concorso per la progettazione del T8 di Parigi, nel quartiere ZAC Paris Rive Gauche di Tolbia-Chevaleret, XIII arrondissement giusto di fronte alla Biblioteca Nazionale Francese.



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