Insolite tendenze: l’iconico design dei codici a barre applicato all’architettura. Ovviamente per un centro commerciale…
‘What if New York City…‘ il concorso indetto dall’Office of Emergency Management (OEM) e dal sindaco di New York Michael Bloomberg per trovare le soluzioni ideali e concrete di ‘case post-disastro del futuro‘ in caso di un evento catastrofico quale un uragano, un terremoto o un tornado, purtroppo non tanto improbabili e appartenenti ad un futuro lontano (vedi Katrina).
La partecipazione al concorso é stata numerosa: ben 117 partecipanti tra architetti, industrial designers, ingegneri, inventori, studenti, da oltre 30 Paesi del mondo hanno inviato le proprie soluzioni urbanistiche innovative e temporanee per le ipotetiche 38 mila famiglie newyorchesi homeless al vaglio della giuria che ha scelto lo scorso fine gennaio i 10 vincitori e 10 menzioni d’onore in base ai seguenti criteri: capienza delle case progettate, tempo necessario di assemblaggio, accessibilità, vivibilità, impatto ecologico e costo.
Tra i 10 italiani che vi hanno partecipato, segnaliamo il progetto di Federico Celoni e Stefano Landi di Viterbo, che ha portato a casa una delle 10 menzioni d’onore: un sistema modulare abitativo che prende ispirazione da un alveare.
Le immagini negli approfondimenti.
Un post dedicato a 5 strutture scolastiche non convenzionali, esempi affascinanti per la loro unicitá e funzionalitá e per il contesto ambientale in cui sorgono, come la scuola elementare Dongzhong che significa letteralmente ‘dentro la grotta‘ (foto sopra) e che ha come location le pareti rocciose di una caverna, lasciata intatta in tutta la sua naturalezza.
Si trova nella contea Ziyun nella provincia di Guizhou, a sud-ovest della Cina…

Il Port-a-Bach é un altro esempio di riutilizzo dei container proposto da 2 giovani architetti, Cècile Bonnifait e William Giesen, di Atelier Workshop, in Nuova Zelanda.
Per chi di voi fará una capatina a New York per queste vacanze di Natale un appuntamento con il design da non perdere é certamente quello con la “green” Push Button House al Time Warner Center.




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